giovedì 29 marzo 2012

Playstation 4 Orbis con hardware AMD e risoluzione 4K

Playstation 4 o, se vi piacciono i nomi in codice, Orbis. Kotaku ha pubblicato un'interessante notizia che riguarda i piani di Sony sul successore della PS3, che sarebbe previsto per le vacanze natalizie del 2013. Il sito avrebbe raccolto le rivelazioni da "una fonte sicura che non è stata autorizzata a parlare dell'hardware next-gen ma che ha condiviso con noi delle informazioni".
Orbis, che potrebbe diventare anche il nome finale della console, è un termine carico di significato, perché in latino significa circolo, anello o persino orbita. Se volete approfondire, ecco un link interessante. "Combinatelo con il nome della nuova console portatile di Sony e avrete il termine comune Orbis Vita (o, in rigoroso latino, Orbis Vitae), che significa il circolo della vita. La PS Vita potrebbe giocare un ruolo molto importante nello sviluppo e l'uso della prossima console da salotto Playstation? Forse!", scrive Kotaku facendo notare come il nome Orbis sia apparso anche in un post su Pastebin dello scorso dicembre. 
Noi aggiungiamo che Orbis (orbita) potrebbe esprimere bene il concetto di utente al centro dell'Universo, a cui girano attorno televisori, tablet, notebook, smartphone e console portatile, tutti interoperabili fra loro secondo la filosofia dei quattro schermi più uno, nuovo mantra dell'azienda.
A quanto pare, proprio come riportato a fine febbraio, la PS4 avrà hardware AMD, non solo per la GPU basata sul design Southern Islands, ma anche per quanto concerne la CPU. "La GPU sarà in grado di visualizzare i giochi di Orbis fino a una risoluzione di 4096x2160 pixel, che supera di gran lunga quella della attuali HDTV. Sarà anche in grado di riprodurre giochi 3D a 1080p, al contrario della PS3 che è in grado di gestire bene i giochi 3D a 720p". Per una console che dovrà rimanere sul mercato per una decina d'anni, ci sembrano "specifiche" plausibili.
La fonte di Kotaku afferma anche "sviluppatori selezionati" hanno ricevuto i dev kit della nuova console a inizio di quest'anno. Successivamente hanno avuto versioni rinnovate e migliorate di questi kit alla GDC e unità definite "beta" dovrebbero essere distribuite sul finire dell'anno. La Playstation 4 non offrirebbe compatibilità con i giochi Playstation 3 e, udite udite, sarebbe dotata di una tecnologia "anti-giochi usati". La stessa indiscrezione circola da mesi riguardo alla prossima Xbox (Durango).
"I nuovi giochi per la console saranno disponibili in una o due modalità, cioè disco Blu-Ray o download tramite PSN (si, anche i titoli retail completi). Acquistando il disco, questo dovrà essere vincolato a un singolo account PSN, dopodiché potrete giocare, salvare tutto sul vostro hard disk o inserirlo nella cronologia dell'account e scaricarlo liberamente in un secondo momento", scrive il sito web. Questo potrebbe voler dire che una volta "autenticato", potrete (se volete) riporre il disco sulla mensola e scaricarlo.
"Non pensate di autenticare il disco e rimanere offline: come molti giochi PC odierni, avrete bisogno di un account PSN e dovrete essere online per giocare", aggiunge Kotaku. "Se poi deciderete di rivenderlo a un negozio, il cliente che lo riacquisterà avrà dei limiti. Le fonti non sono chiare su come funzioneranno le cose, ma si presume che i giochi saranno limitati a una modalità di prova o ci saranno alcune altre forme di restrizione dei contenuti, che richiederanno un pagamento per sbloccare/registrare l'intero gioco". Non è chiaro se ci sarà una "scappatoia" per la rivendita di giochi tra privati, ma purtroppo non se ne fa menzione.
Così facendo i giochi potrebbero continuare a essere venduti nei negozi come Gamestop (con grande felicità del boss della famosa catena), e allo stesso tempo Sony placherà i grandi editori, che non sarebbero più costretti a implementare soluzioni come gli Online Pass. Trattandosi di un'indiscrezione, prendete tutto con le dovute cautele. Però è interessante che ritorni il nome AMD e ancora di più la tecnologia anti-giochi usati. Che sia tutto vero?

Novità NOKIA

Nokia è pronta a negare i suoi brevetti se dovesse essere standardizzata le nano-SIM proposta da Apple. La guerra sulle SIM card di nuova generazione si fa sempre più calda. European Telecommunications Standards Institute (ETSI) entro fine settimana dovrebbe scegliere fra le proposte di Apple, Nokia e RIM quale approvare per dar forma alle nuove nano-SIM. Si parla di unariduzione del 60% degli ingombri rispetto alle SIM card tradizionali, ma gli approcci fra i vari marchi sono completamente diversi.
La nano-SIM di Apple
O meglio, da una parte c'è Apple e dall'altra gli altri.  I voti in più, secondo le malelingue, avrebbero dovuto favorire l'ascesa del suo standard nano-SIM.
Nokia è convinta che la proposta Apple violi le linee guida delle nuove fourth form factor (4FF UICC), anche se nella lettera recapitata in queste ore all'ETSI non vi sono troppi dettagli al riguardo. "Non soddisfa le richieste tecniche ETSI e (il progetto) sarebbe inferiore alle esigenze dell'industria e dei consumatori, aumentando senza motivo i costi dei cellulari", si legge nel testo.
I progetti di Nokia e RIM - Clicca per ingrandire
Per questi motivi Nokia sarebbe pronta a negare i suoi brevetti fondamentali (FRAND) per la realizzazione delle SIM. Il colosso finlandese infatti possiede almeno 50 famiglie di brevetto che possono condizionare la realizzazione di qualsiasi SIM card di oggi e di domani.
"Crediamo che Apple stia abusando del processo di standardizzazione, cercando di imporre la propria soluzione proprietaria all'industria e usando l'ETSI semplicemente come timbro per la sua proposta, piuttosto che seguire i principi e le prassi consolidate", ha dichiarato Henry Tirri, Vice Presidente Esecutivo e CTO di Nokia. "Esortiamo i membri ETSI a resistere a questo comportamento, che non è nel migliore interesse del settore o, più importante, dei consumatori".

Grand Theft Auto V


Rockstar Games ha pubblicato il primo trailer di GTA V. Ora finalmente possiamo scoprire qualcosa di più sul gioco e capire se le indiscrezioni trapelate in questi mesi possono considerarsi veritiere.
Partiamo dal pezzo forte, l'ambientazione. Le immagini confermano che la storia si svolgerà negli stessi luoghi di San Andreas, il noto capitolo della saga uscito nel 2004 su Playstation 2 e successivamente su PC e Xbox.
GTA V
Il trailer dura un minuto e ventiquattro secondi, sufficienti a riconoscere Los Santos e in particolare il quartiere Vinewood, simbolo della zona più "in" della città, ispirata ad Hollywood.
A giudicare dal monologo iniziale sembra che il protagonista questa volta sia un uomo non proprio giovane, vicino alla pensione e che si è trasferito recentemente in questa città per il clima mite e la "magia" che circonda questi luoghi da film.
Il sogno di una vita tranquilla, di dedicarsi alla propria famiglia e soprattutto di diventare una brava persona lascia presagire un passato oscuro e una serie di eventi che sconvolgerà il desiderio del protagonista, che sarà (come da tradizione) costretto a farsi largo fra la criminalità che permea questa città.
Al momento non è facile stabilire se tutti i luoghi di San Andreas saranno inclusi in GTA V, però si può cominciare ad analizzare la qualità grafica del titolo, che sembra in miglioramento rispetto al predecessore. Anche le animazioni appaiono molto più convincenti e contribuiscono a rendere viva la città, da sempre un punto forte della saga.
Le aree rurali intraviste nel filmato lasciano presagire una zona esplorabile più vasta rispetto a quella di GTA IV e non è da escludere che si potrà ammirare la città dall'alto con un aereo, come quello usato per la disinfestazione dei campi che s'intravede a circa metà trailer.
Infine una curiosità, la canzone usata per presentare il gioco si chiama Ogdens' Nut Gone Flake, un brano del 1968 della band inglese The Small Faces. Ma non illudetevi, anche se la canzone è degli anni '60 il gioco sarà ambientato ai giorni nostri, o almeno a giudicare dalle macchine sportive che si possono ammirare nel breve filmato.
GTA V - Clicca per ingrandire
GTA V sarà sviluppato da Rockstar North e ovviamente non si parla ancora di piattaforme e di data d'uscita. Ci sono ottime chance che il titolo possa uscire entro l'anno prossimo, ma l'attesa è ancora lunga e le informazioni sono ancora latitanti.
Cosa ne pensate? Questo trailer è servito a farvi venire l'acquolina in bocca?
GTA V potrebbe uscire il 24 maggio del 2012.
In un frangente del filmato si nota un uomo intento a piantare un cartello con la scritta "in vendita" su una proprietà immobiliare, come potete notare nell'immagine sottostante.
GTA V uscirà il 24 maggio?
L'indizio potrebbe ricondurre alla possibilità di comprare case all'interno del gioco, ma quello che fa riflettere è il numero civico dipinto sul marciapiede: 2405, cioè il 24 maggio. In realtà negli Stati Uniti le date usano un sistema opposto rispetto al nostro, mettendo prima il mese e poi il giorno, ma gli sviluppatori potrebbero avere invertito le cifre per confondere le idee.
Tuttavia sono soltanto speculazioni, e come segnalano su diversi forum la data del 24 maggio potrebbe riferirsi soltanto al compleanno di Dan Houser, il cofondatore di Rockstar Games, ma visto che ci piacciono gli intrighi segnaliamo ulteriori strane coincidenze.
La canzone usata nel trailer è degli anni 60, come abbiamo spiegato nella nostra notizia precedente (GTA V, primo trailer ufficiale: si ritorna in California). Indovinate che giorno è uscita? Esattamente il 24 maggio del 1968, ma non finisce qui perché è possibile divertirsi con altre macchinazioni.
In un altro momento del trailer si vede un uomo che gioca a golf, precisamente l'ottava buca del campo, che ha un par di 3 tiri. Di nuovo, otto per tre uguale 24. Se invece facciamo otto meno tre abbiamo ancora 5. Sempre gli stessi due numeri, anche se le 169 yards della buca potrebbero aggiungere nuova carne sul fuoco (16 settembre?).
Gli amanti delle macchinazioni troveranno pane per i loro denti - Clicca per ingrandire
Ricordiamo nuovamente che si tratta soltanto di supposizioni, tuttavia le ipotesi sono affascinanti. Analizzando le ultime due grosse produzioni di Rockstar si nota che sono uscite entrambe a maggio, precisamente Red Dead Redemption il diciotto maggio del 2010 e L.A. Noire il 17 maggio dell'anno scorso.
La saga di GTA ha invece seguito un'altra strada, uscendo sempre a ottobre. L'unico ritardatario è stato GTA IV, che non è riuscito ad arrivare sul mercato il 16 ottobre del 2007 ma è uscito il 29 aprile dell'anno successivo, a causa di alcuni problemi dovuti alla difficoltà di programmazione di PS3 e al poco spazio disponibile sui DVD di Xbox 360.
Per questo motivo, si potrebbe ipotizzare che GTA V prosegua con la tradizione, uscendo ad ottobre dell'anno prossimo. Questa data si rivela più plausibile, nonostante la mancanza di possibili indizi all'interno del trailer, per diversi motivi.
Come prima cosa, il gioco avrebbe tutto il tempo di mostrarsi ai principali eventi mondiali dedicati ai videogiochi, come l'E3 di Los Angeles a giugno, la Gamescom di Colonia ad agosto e il Tokyo Game Show a settembre. Inoltre, l'uscita autunnale di GTA V potrebbe dare meno fastidio a Max Payne, un altro titolo molto atteso in casa Rockstar e in uscita a marzo del 2012.
Ora tocca a voi. Quando sarà disponibile GTA V? Si accettano scommesse!



Max Payne 3

Per Rockstar il multiplayer è una componente di crescente importanza. Un pezzo dell'offerta che allo stesso tempo permette di allungare la vita dei propri titoli e sperimentare in un ambito profondamente diverso da quello entro cui si muove abilmente da sempre. Tutti i giochi dell'etichetta anglo-statunitense rispondono però a certi canoni, narrativi e di coinvolgimento. Un filo rosso che accomuna ogni esperienza al cui interno ancora non sembra che designer e scrittori siano riusciti a far rientrare la presenza di più di un giocatore contemporaneamente.
 Quantomeno non nella forma di una cooperativa, quella che sulle prime apparirebbe come la soluzione più immediatamente associabile ai vari GTA e Max Payne. La presenza di una componente competitiva, introdotta con GTA IV e sviluppata in Read Dead Redemption, sembrava un palliativo piuttosto ben fatto, un corpo estraneo destinato a vivere di pregi e difetti propri senza mai davvero toccare le stesse note dell'avventura principale con cui condivide lo spazio sul disco. Invitati a Londra per provare il multigiocatore di Max Payne 3, ci siamo resi conto del punto di vista sbagliato da cui partivamo e di come la strada intrapresa punti verso la direzione opposta: piuttosto che aggiungere giocatori alla rigida struttura dell'esperienza in singolo, si può ottenere lo stesso attaccamento verso il proprio personaggio restando nel brutale ambito delle sfide player versus player. Ecco come.


Sfida tra bande    La soluzione più evoluta per mettere in catena una serie di battaglie multiplayer, di solito, è creare una playlist che sputa una dopo l'altra tante sfide quante sono quelle previste. R* crede di poter cambiare questa impostazione asettica aggiungendo una componente narrativa a ogni partita così da renderne la fruizione interessante. Caricato il match, veniamo proiettati dalla lobby della modalità Gang War all'umida mappa portuale The Sunny Tiete River, uno spazio dove fino in sedici scannarci tra capannoni industriali, container e moli semi abbandonati. Il nostro team e quello avversario sono al centro di una disputa per un territorio, una porzione di terreno da catturare entro i primi minuti e difendere quanto più strenuamente possibile.


 A seconda del risultato e di quello dei quattro turni successivi, giocati sulla stessa mappa con gli obiettivi spalmati su tutta la sua superficie, la storia si evolve in maniera differente. Raccontata da brevi filmati animati con la stessa tecnica a finestre e scritte in sovraimpressione già vista nell'avventura. Abbiamo affrontato un paio di Gang War nel corso della nostra prova e ci siamo scontrati per portare in salvo borsoni pieni soldi, piazzare delle bombe, uccidere quanti più avversari possibili e conquistare territori in sequenza. I compiti sono quelli standard di mille altri shooter, ma non sapere quale sarà quello successivo rappresenta una variabile non da poco e i risultati dei primi quattro round confluiscono nell'ultimo. Qui il punteggio raccolto fino a quel momento viene trasformato in un bonus da sfruttare nel Team Deathmatch finale o in un monte vite extra a cui attingere se la guerra tra le due bande si conclude con l'altrettanto classico Takedown.






La storia del multiplayer di Max Payne 3 vuole però anche essere la storia personale del giocatore, che attraverso il Rockstar Social Club può associarsi alle così dette Crew. Dei gruppi, pubblici o privati, ai quali unirsi e per cui combattere qualsiasi modalità e con chiunque si giochi. Un gruppo di amici crea un clan e affronta il matchmaking in gruppo.
Storia di una guerra tra bande
 Mentre un utente solitario si unisce a uno pubblico, facendo sì che i suoi successi siano anche quelli della bandiera per cui combatte silenziosamente ma con la certezza che, qualora in una lobby si trovasse con un compagno, finirà automaticamente in squadra con lui. Nel gioco esiste anche il concetto di Vendetta, un modo per dichiarare di volersi vendicare di un avversario che ci ha fatto fuori almeno un paio di volte ottenendo un bonus di punti esperienza in caso di successo. O facendolo ottenere a lui qualora dimostrasse ulteriormente la sua superiorità. Bene, questa semplice meccanica viene estesa alle Crew, che come fossero gang di qualche ghetto statunitense vivono di rivalità e i cui membri hanno come priorità l'abbattimento dell'odiato nemico, anche se incontrato per caso durante un match pubblico. Sono piccole cose, non si tratta certo di una svolta in grado di trasformare il titolo nell'e-sport definitivo, però esaltano frustrazioni e gratificazione implicite in ogni competizione che prevede punti, classifiche finali e la possibilità di prendersi vicendevolmente per i fondelli.


Gang War è la principale novità del comparto online di Max Payne 3, ma non l'unica attrazione degna di nota. Rockstar ha lavorato partendo dai livelli single player a cui è stata posta una cura maniacale, per rielaborarli così che calzassero a pennello quando messi alla prova in quest'ambito frenetico e privo di script. Le intricate viuzze in terra battuta di The Favela, un insieme di catapecchie in lamiera e spoglie palazzine su due piani, sono state arricchite di passaggi, passerelle e pertugi attraverso i quali lanciarsi in acrobatici tuffi ma anche rotolare per smarcarsi dal nemico che ci ha agganciato prendendo la mira (se l'host ha previsto la presenza del soft lock), in un continuo perdere di vista e ritrovare il bersaglio dovendosi allo stesso tempo guardare le spalle.Storia di una guerra tra bande Lo stesso vale per la rimessa dei pullman di San Paolo, Bus Depot, già affrontata da Max prendendosi a pistolettate con il Comando Sombra, che diventa in multiplayer lo spazio perfetto per colpi dalla distanza e letali appostamenti grazie all'alto edificio centrale che aggiunge una componente verticale decisiva. In effetti, rispetto a GTA e RDR, gli ambienti sono piuttosto piccoli e impongono un bilanciamento complesso, che speriamo abbia successo ma che in meno di due ore di hands on non abbiamo potuto verificare in maniera ottimale. Il focus degli sviluppatori, più che gli intricati ma spesso sterili equilibri dietro al posizionamento di ogni copertura, si è dimostrato essere il fattore divertimento: accanto a modalità tradizionali raccolte in una veste inedita, sono anche state elaborate idee fantasiose, come Payne Killer. Qui in due impersonano Max e Raul Passos, capaci di infliggere più danno e muniti di alcuni extra come due antidolorifici anziché uno solo, impegnati a resistere il più possibile prima di trasferire il loro ruolo a chi ha maggiormente contribuito a consumarne i punti vita.Storia di una guerra tra bande Si tratta di un'esperienza più frenetica che tecnica, divertente per quanto ci è stato possibile sperimentare, che punta sulla personalità degli ambienti, l'azione senza sosta ma anche sulle opzioni per customizzare il proprio alter ego. Salendo di livello e guadagnando contanti si sbloccano e acquistano nuove armi a una oppure due mani, dalle pistole automatiche ai revolver, dai mitragliatori ai fucili a pompa a quelli di precisione. Personalizzabile l'equipaggiamento come l'elmetto, la protezione per il busto, le granate e i tre perk opzionali utili a migliorare statistiche come la velocità a cui si ricarica l'arma o aggiungere abilità come quella di rinascere senza aver perso i medikit posseduti prima di venir uccisi. Potremmo fare centocinquanta esempi diversi di armi o abilità o oggetti presenti, ma la sostanza è che per progressione e opzioni di contorno, siamo dalle parti di quanto fatto da praticamente ogni shooter da Modern Warfare in avanti, in prima ma anche come in questo caso in terza persona.
Storia di una guerra tra bande
 In più però, Max Payne 3 butta nella mischia i cosiddetti Burst, poteri dai più svariati effetti attivabili premendo l'analogico destro. Per una descrizione a tutto tondo vi rimandiamo al box dedicato, limitandoci a spiegare il funzionamento del più celebre, il Bullet Time. Anziché creare una "bolla" che rallenta chiunque si trovi al suo interno tranne chi l'ha attivata, qui l'effetto viene applicato a chi rientra nella visuale. In questo modo la distanza è maggiore ma il cono in cui si applica limitato e diventa necessario, se si è bersaglio del Bullet Time, cercare di smarcarsi quanto più rapidamente possibile. Si tratta di un compromesso, ovvio, ma del miglior compromesso possibile. Lanciarsi da una balconata in tuffo, bazooka alla mano pronti a far saltar per aria il mondo, per farsi rallentare e uccidere a colpi di pistola da un avversario poi comodamente in grado di schivare il missile, è una frustrazione impagabile.



Nuova BMW M3

Prevista per il 2012 la nuova BMW serie 3, ecco un rendering in cui possiamo immaginare come sarà la versione sportiva M, attesa per la seconda metà del 2013, con motore tri-turbo o con il V6 sovralimentato


Nuovi rendering per la Nuova BMW M3 2013
Dopo la presentazione a Monaco della Nuova BMW serie 3, che verrà presentata ufficialmente al pubblico nel prossimo Salone di Ginevra 2012, si è scatenata l'immaginazione degli artisti nell'immaginare anche la versione sportiva M. La nuova BMW M3 infatti è attesa per il secondo semestre del 2013.
Debutto nell'estate 2013A far volare la fantasia ci pensano invece i designer di cui vi proponiamo diversi rendering.
In un primo rendering realizzato da ps-garage.com, che molto spesso si è avvicinato con i propri lavori alle versioni definitive, possiamo vedere in diverse colorazioni e luci come potrebbe presentarsi la carrozzeria della nuova BMW M3. La nuova generazione M3 potrebbe venir dotata del nuovo motore tri-turbo da 3.2 litri che produce 444 CV, nuova prima scelta BMW, o in alternativa un nuovo motore a sei cilindri sovralimentato, un V6 turbo da 3,5 litri e450 CV di potenza